La fata matematica
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21 febbraio 2017

Caffè Scienza

Ada, Alan e la cultura digitale

Teresa Numerico e Valeria Patera parlano di cultura digitale.

Altri ospiti: Mellace Stefania, Sebasti David


 

In breve:
http://www.formascienza.org/caffe70.asp
Nel 1815, esattamente due secoli orsono, nasceva Ada Byron Lovelace, figlia del poeta Lord Byron. Ada avrebbe prefigurato l’esistenza di una macchina programmabile e avrebbe scritto il primo algoritmo della storia, molto tempo prima della costruzione del primo calcolatore. Nella prima metà del ‘900, Alan Turing teorizzava l’avvento delle macchine intelligenti e programmava la macchina Enigma, ponendosi, tra le altre, la questione di come distinguere un atto del pensiero umano da quello di una macchina. Con la diffusione dei computer e l’avvento di internet si assiste a fenomeni nuovi e complessi in cui le macchine sembrano apprendere dall’uomo e ad esse vengono delegate memorie e compiti complessi. Cosa vuol dire intelligenza artificiale oggi? Nell’anno in cui il Ministero dell’ Istruzione, Università e Ricerca lancia la prima settimana della cultura digitale, partendo dalle idee dei fondatori dell’informatica, indaghiamo le conseguenze che queste idee hanno avuto nello sviluppo scientifico e tecnologico, nell’immaginario letterario e nella nostra vita quotidiana, ci domandiamo quale sia il significato di “cultura digitale” e se emergono fenomeni nuovi, nelle macchine calcolatrici e nella mente umana, nel nostro modo di conoscere.

Leggono Stefania Mellace, David Sebasti


Sul relatore:
Teresa Numerico è Professore associato in Logica e filosofia della scienza presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo di Roma Tre. Insegna storia e teoria dell’informatica ed epistemologia dei nuovi media. Si occupa di storia e filosofia dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, di digital humanities, di etica e politica della tecnologia della comunicazione. Ha scritto numerosi articoli scientifici su riviste peer review e ha scritto testi divulgativi tra cui “Alan Turing e l’intelligenza delle macchine” e “L’umanista digitale” (coautori Domenico Fiormonte, Francesca Tomasi).
Valeria Patera è poetessa, autrice e regista teatrale. Nasce nel 1964 e si forma come attrice con Dario Fo e Franca Rame, successivamente si diploma alla Scuola Professionale per attori del CTA di Milanoper poi conseguire il diploma in Drammaturgia presso Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Presso l’Università degli Studi di Milano, si laurea in Filosofia Teoretica. Varie le sue esperienze professionali (dalla recitazione, alla scrittura, alla regia) porta avanti una linea di ricerca tesa all’intreccio delle scritture sceniche nella prospettiva di un’estetica multimediale per un teatro di idee. Si occupa da molti anni di teatro scienza curando, tra le altre, la scrittura e la messa in scena delle opere “La mela di Alan – Hacking the Turing test” e “Ada Byron Lovelace. La fata matematica. Storia della donna che sognò il computer”.